Danubio
31/10/2007 - 11:17
Danubio
"La destra è patriottica, ma spara più spesso e volentieri sui propri connazionali che sugli invasori della patria".
(Claudio Magris)
Il grande fiume che attraversa le capitali del centro Europa racconta la storia, le storie, la geografia, la cultura, le culture, i conflitti di quei popoli.
Come tutti i fiumi, non si sa bene da dove nasca, le sorgenti sono contese; non si sa bene nemmeno dove sfoci, anche la foce è contesa; anni fa sono andato alla sorgente del Tevere, una fontanella da cui sgorga un getto d’acqua, che ho bevuto, e mi sono chiesto come si fa a stabilire che proprio quella è la sorgente del Tevere, tra mille rivoli che convogliano le loro acque in un ruscello che diventerà un grande fiume.
Non ho mai avuto troppo chiara nemmeno la questione degli affluenti, cioè come e quando si decide che è un fiume che si getta in un altro, rinuncia alla sua identità e ne prende il nome; in Romagna, regione all’avanguardia per tante cose, nel dubbio hanno risolto chiamando il fiume che nasce dalla confluenza di Ronco, Bidente, Rabbi e Montone “Fiumi Riuniti, antesignano del partito democratico, che testimonia la vocazione alla cooperativa di quelle popolazioni. Diversamente hanno risolto
Questa lunga digressione è nello spirito del libro, che è una successione di digressioni, tenute unite dal filo del fiume e dai suoi affluenti, un fiume che scorre lento e maestoso e che permette di allontanarsi per escursioni guidate nelle zone limitrofe, escursioni nel territorio, nel tempo, negli usi e nei costumi.
Il Danubio è lento come lento era il calcio danubiano, fatto di tocchi laterali, possesso palla e manovra avvolgente; così giocava il mitico Wunderteam di Vienna, la squadra di Matthias Sindelar, detto “carta velina”.
Altra digressione? Non solo per dire che il libro è lento, si fa leggere lentamente, un poco alla volta, capitolo dopo capitolo, concilia il sonno, tanto non si perde il filo, un filo che non c’è o che al contrario è bene segnato su tutte le carte geografiche; a volte divaga in cose, persone e fatti che non interessano, che non ho mai sentito nominare e che dimenticherò appena letto, a volte parla di cose che mi interessano e vorrei che ne dicesse di più e invece si interrompe sul più bello; è un po’ come sentire la radio; quando c’è qualcosa di interessante entro in galleria o arrivo in ufficio e devo spegnere.
Lo stile è un po’ greve, ma tutto sommato non troppo, per essere quello di un filosofo, la lingua scorre e non scorre, ma in fondo scorre in mezzo a tante anse e a tante lanche, costellate di punti e virgola.
un cielo stellato sopra di me
20/07/2007 - 00:05
La stella più luminosa è …. Il sole; grandezza -26; sì perché le grandezze vanno in senso inverso ai numeri che le rappresentano e sono correlate empiricamente alla loro luminosità; quindi la luna, pure essa visibile e facilmente riconoscibile ha grandezza -13; questo non significa che sia la metà del sole perché i numeri che definiscono la luminosità sono in progressione geometrica con ragione 2,5; detto in soldoni la luna è molto, molto meno luminosa del sole; questo è percepibile a tutti. Altre cose molto luminose che si vedono in cielo sono i pianeti; Venere grandezza -5, Mercurio grandezza molto variabile arriva anche a -4, ma chi l’ha mai visto? troppo vicino al sole ne viene oscurato, pardon illuminato troppo; comunque è noto fin dall’antichità; Marte grandezza molto variabile secondo se sia vicino o lontano dalla terra può arrivare fino a -3; Giove, se Dio vuole, anzi se zeus vuole, non cambia mai luminosità perché è molto lontano dal sole; grandezza -2,2; infine Saturno, rosso grandezza 0,9.
Il sole la luna ed i pianeti sono tutti pressappoco allineati sulla stessa retta, detta l’eclittica (che in realtà è tonda per effetto ottico della nostra vista limitata all’orizzonte), poiché giacciono quasi su uno stesso piano e l’intersezione tra due piani (la volta celeste e quello che contiene il sistema solare) dà luogo ad una retta (un po’ tonda naturalmente come detto).
Le 12 costellazioni dello zodiaco sono sull’eclittica; bravo chi ci riconosce un cancro o uno scorpione; gli antichi dovevano avere molta fantasia; io al massimo riesco a vederci il leone; anche i gemelli Castore e Polluce, una rossa e una verde, i gemelli più diversi abbia mai visto. C’è da dire che oggi con l’inquinamento luminoso si perde moltissimo del cielo stellato. Ingenuo pensare che abbiano influsso su di noi; in realtà sono figure formate da stelle che non hanno niente da vedere tra di loro e solo l’appiattimento delle distanze ce le fa vedere in questo modo; fa eccezione il grande carro, quello sì che lo riconosco, le cui stelle fanno parte della stessa regione di cosmo; il grande riconoscibilissimo, il piccolo carro anche lui riconoscibile, Andromeda (quattro stelle in linea) e Cassiopea (la classica W del cielo stellato) sono le costellazione circumpolari, che si vedono tutto l’anno.
La volta stellata ruota intorno alla terra ogni 24 ore meno 7 minuti; i 7 minuti sono dovuti al movimento di rivoluzione della terra attorno al sole per cui nel corso dell’anno solare si alternano in cielo stelle diverse; Vega (bianca grandezza 0) è quella sulla nostra testa di estate; Vega vuol dire aquila in picchiata; Cappella (gialla 0) prende il suo posto in inverno; Arturo (rosa 0) in primavera; se non ci fosse il sole che fa troppa luce vedremmo di giorno quelle stelle che non vediamo di notte; infatti quando c’è un eclisse di sole le vediamo. Sono le cosiddette stelle fisse, quelle di Newton; i pianeti invece non sono fissi e nell’antichità erano chiamati stelle vaganti, perché hanno un movimento relativo rispetto alla volta celeste a causato del loro movimento di rivoluzione attorno al sole.
La costellazione più bella è Orione; è la figura di un uomo, un cacciatore e si vede di inverno; con la cintura, due piedi, due spalle e quando è molto sereno si vede anche il pugnale, che volendo potrebbe essere anche un’altra cosa.
Traguardando Orione verso l’orizzonte si vede a circa due km di distanza (oddio, questa mia valutazione è molto soggettiva) Sirio, la stella più luminosa (azzurra -1,7).
La stella polare segna il nord; non da molto perché a causa del movimento di precessione della terra, la stella polare può cambiare o non esserci affatto; il nome latino (polaris) e non babilonese suggerisce che non fosse stata adocchiata nell’antichità; all’epoca la polare era probabilmente Bar Kocheb (stella splendente), una rossa del piccolo carro, che diede anche il nome al capo della rivolta degli ebrei contro Roma nel II secolo. D’altronde non so quando sia nato il concetto di nord. Quando i greci misurarono la circonferenza della terra doveva per forza essere noto.
La stella più bella è Betelgeuze (rossa 0,3), che è anche quella che ha il nome più bello; una gigante rossa forse spenta chissà da quanto tempo che ci manda ancora la sua luce di colore rosso chiaro. È il piede sinistro di Orione.
Con un buon binocolo si può vedere qualcosa di più; per esempio le lune di Giove, gli anelli di Saturno (specie se si ha un po’ bevuto) o la tripla di Miraz; Miraz è la stella di mezzo del timone del gran carro ed in realtà sono tre stelle effettivamente vicine che a loro volta sono stelle doppie (le doppie non si vedono col binocolo naturalmente), per un totale di sei soli, che comportano gravi problemi alla gente del posto nella formulazione dei calendari.
Col binocolo o col telescopio il sole, la luna e i pianeti diventano più grandi perché sono effettivamente oggetti che vediamo e che possiamo ingrandire (per favore non puntare il binocolo sul sole!).
Le stelle invece per quanto le ingrandiamo rimangono uguali; col telescopio possiamo vederne di non visibili ad occhio nudo, perché catturiamo una porzione ingrandita di cielo, ma la loro grandezza non cambia; in realtà noi non vediamo il corpo delle stelle perché sono troppo lontane e quindi non c’è nulla da ingrandire; noi vediamo solo la loro luce che può esser più o meno intensa e che ci dà notizie con anni, secoli, millenni di ritardo sull’oggetto che la ha prodotta; stelle che oggi probabilmente sono molto diverse e qualcuna non esiste più.
Quelli che noi vediamo in realtà altro non sono che dei sentieri luminosi che ci conducono verso le stelle lontane come te.





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