LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ
25/07/2007 - 12:15
un capostazione vede transitare l’intercity a 100 al’ora; sulla strada parallela alla ferrovia vede transitare verdoux in bicicletta a 150 all’ora; il macchinista vede transitare verdoux a 50 all’ora, perché i restanti 100 all’ora ce li mette il suo treno; questa dicesi relatività classica o galileiana ed è quella che quotidianamente percepiamo sensorialmente;
ma non è così, e galileo stesso ha rotto le uova nel paniere; il brav’uomo ha scoperto le lune di giove che girano attorno al pianetone; ed ha scoperto che hanno un periodo di rivoluzione, costante naturalmente; ed ha scoperto che le eclissi delle lune avvengono con inspiegabile anticipo o ritardo rispetto all’orario previsto; perché mai? perché nella sua rivoluzione la terra si allontana e si avvicina periodicamente a giove e la luce impiega più o meno tempo ad arrivare; insomma la luce ha una velocità e non si trasmette istantaneamente a distanza come sembra a noi quando accendiamo una lampadina; ed la sua velocità è stata pure misurata sempre con maggiore precisione con l’aiuto degli astri; ingoiato questo rospo ce ne attendeva ancora uno più grosso; qui ci si è messo Foucault che, con i suoi specchietti, la ha misurata sulla terra; ed è stato un grosso guaio perché tale velocità è risultata identica a quella misurata dagli astri; vale a dire che la nostra madre terra, che gira velocina attorno al sole, non ha aggiunto o sottratto nulla alla velocità della luce; insomma, sputiamo il rospo, la luce non è verdoux che cambia velocità a seconda che chi lo guarda stia fermo o si muova; la luce ha sempre la stessa velocità, indipendentemente da chi la guarda;
però questo scombina tutto il resto perché, se la velocità della luce è inamovibile, tutto il resto deve adeguarsi; ed allora il capostazione vede la stazione lunga facciamo 100 metri; ma il macchinista che passa a 100 all’ora, poiché la luce che compone l’immagine viaggia alla stessa velocità di quella vista dal capostazione, dovrà vedere la stazione un pochino più corta; è il principio di contrazione dello spazio di lorentz; ma poiché la realtà fisica della stazione è unica, per rimettere le cose a posto, l’orologio del macchinista dovrà andare un po’ più piano di quello del capostazione; è il principio della dilatazione dei tempi;
ma allora, chiederete, il macchinista invecchia più lentamente; certo!! per quello corro in bicicletta; ma sono invecchiato lo stesso perché c’è una fregatura; nelle fasi di accelerazione il tempo scorre più velocemente e si perde tutto il vantaggio;
(questa però è più difficile da spiegare perché non è più la relatività ristretta, ma la generale): quindi andate piano e siate prudenti, tanto correre non serve a niente;
OGGI MI SENTO




