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LA TERRA È ROTONDA

di Alessandro

24/07/2007 - 15:46

La cosa è nota fin dall’antichità; se ne accorse Talete osservando che nelle eclissi di luna l’immagine della terra proiettata sulla luna è rotonda; ma la circonferenza della terra fu misurata con incredibile precisione nel 200 A.C. da un tal Eratostene;
come fece: piantò un palo ad Alessandria ed un palo identico 800 km a sud a Syene; questa ultima è sul tropico del cancro e quindi a mezzogiorno il palo non fa ombra perché il sole è verticale; ad Alessandria si il palo fa ombra e l’ombra più corta si verifica a mezzogiorno del 21 giugno; quindi dalla proiezione dell’ombra sul terreno si poteva ricavare l’angolo di divergenza tra i due pali; dividendo l’angolo giro per questo angolo si trova quindi per quante volte bisogna moltiplicare la distanza Syene-Alessandria (che è l’arco di cerchio sotteso) per trovare la lunghezza della intera circonferenza terrestre; risultato 5 che moltiplicato 800 fa 40.000, valore incredibilmente vicino a quello conosciuto oggi, che abbiamo a disposizione satelliti e altre diavolerie;

nota e risaputa la conoscenza dei greci della geometria e della trigonometria, che era tale quale quella che noi oggi studiamo a scuola, alcuni fatti restano incredibili al limite del mistero;
come hanno fatto a misurare con tanta precisione la distanza Alessandria-Syene?
come hanno fatto a misurare coi mezzi di allora l’angolo di divergenza ( 7° e 12’)? nota bene che qui anche un piccolo errore sballa la misura; avessero misurato 8° la circonferenza terrestre sarebbe stata 36.000 km;
ma soprattutto come hanno fatto ad andare esattamente a sud di Alessandria (o a nord di syene) senza bussola, senza stella polare e forse senza avere la cognizione del nord e del sud; e nemmeno del tropico del cancro; perché se non si sta sullo stesso meridiano la misura viene sballata;

pensate solo che quasi 2000 anni dopo Colombo, che noi celebriamo come genio e come eroe, sbagliò di un oceano; quello più grosso per giunta; e che comunque molti dubitavano al suo tempo della giustezza delle sue tesi; noi che crediamo spesso al progresso ed alla evoluzione del pensiero umano forse dobbiamo ricrederci;

chissà quali conoscenze erano racchiuse proprio nella biblioteca di Alessandria che poi fu distrutta;

ecco distruggere la conoscenza è forse uno dei peggiori crimini che l’uomo possa commettere;

per par condicio tra cristiani e mussulmani cito anche la distruzione di tutti i testi atzechi;






Chi ha scoperto l'America? Non Colombo, nè i Vichinghi, bensì Ipparco da Nicea, uno dei massimi scienziati dell'antichità, vissuto nel II secolo prima dell'Era Volgare. Come riporta la Geografia di Strabone, infatti, Ipparco confrontò la notevole diversità delle maree degli oceani Atlantico e Indiano, osservate dagli esploratori che si erano spinti da un lato verso l'Europa settentrionale nella spedizione di Pitea, e dall'altro verso l'Asia, al seguito di Alessandro Magno. E capì che maree così diverse impedivano all'oceano a ovest di Gibilterra di essere lo stesso che stava a est dell'India, e che le due masse d'acqua dovevano essere divise da un immenso continente, che le separasse come compartimenti stagni!

Ipparco valutò abbastanza correttamente anche il fenomeno della precessione degli equinozi, che porta il polo nord a spostarsi nel cielo periodicamente (ogni 25.800 anni) rispetto alle stelle fisse. Inoltre stimò discretamente la distanza della luna dalla terra, oltre a fornire una straordinaria valutazione (esatta, non approssimata) di quello che oggi viene detto "decimo numero di Schroder", che lo calcolò solo nel 1859.

Tornando al diametro terrestre, un paio di osservazioni; prima cosa il calcolo di Eratostene è basato sulla distanza di Siene da Alessandria, espressa in stadi. Purtroppo il libro originale di Eratostene andò perso, per cui in seguito Plinio ed altri dettero diverse interpretazioni circa l'effettiva lunghezza di uno stadio di Eratostene, convertito in cubiti. Anche Plinio poi non ebbe la grazia di convertire nè stadi nè cubiti in chilometri (che razza di imprecisi!), per cui la reale valutazione originaria di Eratostene è tuttora soggetta ad interpretazioni quantitative, anche se resta l'immenso valore qualitativo della misura.

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